L’estratto conto contributivo: cos’è e perché devi conoscerlo prima di stipulare qualsiasi contratto di assicurazione.

L’importanza di capire e usare l’estratto conto contributivo INPS - Articolo del Blog di Gruppo Fides Cecina - Marco Gamannossi
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Non solo i contributi versati: l’estratto conto contributivo, quel tesoretto che non sapevi di avere.

“Ciao Marco, mi ha dato il tuo numero ….. devo valutare delle assicurazioni perché sai, ho famiglia, e se mi dovesse succedere qualcosa, insomma, vorrei che i miei figli e mia moglie fossero tutelati… vorrei sapere quanto costa…”

Mi è capitato più d’una volta di ricevere messaggi o telefonate di questo tipo e, a parte il piacere di essere chiamato in causa, devo dire che la mia risposta è sempre la stessa:

“mettiamoci a sedere (anche online se proprio non riesci a passare in ufficio) e analizziamo bene la tua situazione, a partire dal tuo estratto conto contributivo, guardiamo la tua realtà familiare, lavorativa, patrimoniale, e capiamo, in che misura è opportuno lavorare per garantire la tua sicurezza economica e quella della tua famiglia… in pratica, è necessario fare un’analisi dei rischi. “

(Inutile che stia a ripeterti qual’è il vero ruolo di chi fa il mio mestiere: se vuoi sapere come deve essere svolta la professione del consulente assicurativo oggi, clicca qui e leggi questo articolo).

Tutto questo potrà sembrare eccessivo, ma credimi che valutare l’acquisto di una polizza infortuni, di una polizza sulla vita, di una qualsiasi assicurazione a tutela della tua capacità di produrre reddito o di salvaguardia del tuo patrimonio, senza aver prima analizzato quanti contributi hai versato fino ad oggi, equivale a lanciare i dadi sul tavolo da gioco e sperare che la fortuna giri sempre dalla tua parte!

Ma perché è importante partire dal conteggio dei contributi previdenziali versati?

Partiamo dall’inizio…

Che cos'è l'estratto conto contributivo?

Oggi ti parlo dell’estratto conto INPS, quello che ogni lavoratore dipendente (pubblico o privato), parasubordinato, o commerciante può consultare sul sito dell’ente di previdenza a partire da questa pagina.

Se invece sei un professionista iscritto ad un ordine professionale (ad. esempio Commercialisti, Medici, Architetti, etc…) verserai ad una cassa di previdenza diversa, con regole differenti da quelle dell’INPS (ne parleremo sicuramente), ma il concetto di centralità dei contributi previdenziali e pensioni non cambia.

L’estratto conto contributivo è un documento che contiene la propria storia assicurativa e contributiva: consultandolo si può infatti verificare la presenza di tutti i contributi versati (in autonomia o dalle aziende per le quali si è lavorato).

Estratto Conto Contributivo INPS 2025

All’estratto conto contributivo si può accedere direttamente on line dal sito dell’Inps nella sezione relativa al “Fascicolo previdenziale” (se hai una utenza SPID attiva è un attimo).

All’interno del servizio in questione puoi trovare la tua storia contributiva in base alle gestioni alle quali sei iscritto, ovvero:

  • Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO), che contiene l’estratto conto previdenziale generale.
  • Estratto conto Parasubordinati per gli iscritti alla Gestione separata: per gli iscritti alle gestioni esclusive dell’assicurazione generale obbligatoria (gestioni ex-inpdap) nonché per gli iscritti alle gestioni dei lavoratori dello spettacolo i contributi sono riportati in due distinti documenti.
  • Dipendenti Pubblici: con l’assorbimento dell’Inpdap da parte dell’Inps dal 2012 è stata popolata la banca dati relativa ai dipendenti pubblici i cui dati sono confluiti in un documento aggiuntivo, “Estratto conto Dipendenti Pubblici”… Attento però che ancora questo documento è molto spesso incompleto (stessa cosa ​​per quanto riguarda  i lavoratori iscritti al fondo dello spettacolo che hanno visto transitare i relativi periodi assicurativi nell’Estratto conto Lavoratori dello Spettacolo).


L’estratto conto contributivo è molto utile per avere un quadro chiaro e riepilogativo della propria posizione previdenziale, non solo se si è prossimi alla pensione (per controllare che sia tutto in ordine ed evitare quindi brutte sorprese, magari a pochi mesi dal pensionamento!) ma serve anche e soprattutto a capire la misura delle prestazioni assicurative statali che abbiamo maturato.

Come dici? “Lo Stato mi paga già delle prestazioni assicurative, quindi cosa mi assicuro a fare?”

Domanda lecita… ma lascia che ti spieghi brevemente e senza troppi tecnicismi una cosa…

tutela assistenziale e contributiva: le pensioni di invalidità e inabilità - Il blog di Gruppo Fides - Marco Gamannossi

Tutela Assistenziale e Tutela Contributiva: le pensioni di invalidità e inabilità

Spesso le persone sono ancorate a convinzioni errate, soprattutto superate, riguardo la reale presenza dello Stato in ambito assistenziale.

Si è portati a credere, soprattutto quando si è dipendenti (privati o pubblici cambia poco), di essere protetti e assistiti qualunque cosa ci capiti.

Questo è vero solo in minima parte (mi spiace dirtelo, ma è così), perché in verità lo Stato opera solo con due tipi di “paracadute”.

1) Una tutela di tipo “assistenziale” (l’Assegno di Invalidità Civile, legge 118/1971), erogata solo in caso di invalidità comprese tra il 74% e il 99%, solo a persone con età compresa tra 18 e 67 anni, per 13 mensilità, non è reversibile ai superstiti ed è pari, per il 2024, a 333,33 euro. (fonte Inps ).

Peccato che questa formula non sia cumulabile con altre, e che oltretutto preveda delle riduzioni a seconda dei casi.

Insomma, stiamo parlando di una miseria, di una somma con la quale è impossibile vivere dignitosamente.

2) Una tutela di tipo “contributivo”, che spetta cioè ai lavoratori che versano i contributi previdenziali, nei casi di:

Pensione di invalidità

In questo secondo caso ogni cassa di previdenza da diritto ad una certa somma di prestazioni, che varia in base a quanti contributi sono stati effettivamente versati nel tempo. Il calcolo delle invalidità permanente inizia però al 66% (quindi stiamo già parlando di una situazione già molto grave) fino al 99%.

 

Pensione di Inabilità e Accompagnatoria

In caso di invalidità al 100% (la c.d. Inabilità) vengono aggiunti dei contributi “figurativi”: in poche parole lo Stato aggiunge (con dei limiti) una parte dei contributi che non hai ancora versato e questo fa sì che la tua pensione sia un po’ più alta.

A questa, spesso, se ricorrono i requisiti reddituali, viene aggiunta l’indennità di accompagnamento (la c.d. “accompagnatoria”): per il 2024 sono 531,76 € (se non fosse chiaro…lordi) per 12 mensilità con un importo totale annuo pari a 6.381,12 euro (fonte Pensione Oggi)

Un “regalone”, se si pensa che stiamo parlando del caso di una persona stesa a letto che praticamente non si può più muovere!

 

Pensione di Reversibilità (o Pensione Indiretta).

Premorienza…. si tratta della pensione di reversibilità al coniuge e ai figli (per questi ultimi fino al compimento dei 26 anni). Anche questo caso ci sono limitazioni relative al reddito e ovviamente al numero di figli.

Perché è importante conoscere e valutare l’estratto conto contributivo prima di assicurarsi.

Come vedi, una corretta consulenza assicurativa, a mio modo di vedere (e di lavorare) deve partire dai numeri, dai tuoi numeri.

Per avere quindi la misura corretta dei capitali che dovresti assicurarti per salvaguardare il benessere finanziario della tua famiglia (assicurazioni sulle invalidità da infortuni e malattie, assicurazione caso morte, etc…) da quali numeri iniziare se non da quelli che ti dimostrano quanto effettivamente sei tutelato?

Ti porto un esempio molto semplice.

Diciamo che da tuo estratto conto contributivo, fatti i dovuti calcoli, emerge che, in caso di grave invalidità la tua pensione ammonterebbe a 500 €uro al mese (lordi…).

Sempre per esempio, facciamo finta che oggi hai un figlio di 3 anni (a carico), un partner che lavora part-time, e un mutuo di 700 € al mese.

Infine, il tuo è un reddito di circa 40.000 € lordi/anno.

Ora, senza fare troppi conti sulle spese di tutti i giorni, il costo della vita, i vizi, le passioni etc… tieni a mente solo questo fatto:

domani non puoi più lavorare a causa di un brutto infortunio (non per forza sul lavoro, magari eri in bici, o a sciare, o a fare una qualsiasi altra attività) o di una grave malattia e ti viene riconosciuta una grave invalidità (quindi uno stato di invalidità permanente di almeno il 66%).

I tuoi 40.000 €uro passano in un soffio a 6.000 €uro (500 € di pensione di invalidità x 12 mesi)  ….se per caso hai 40, e quindi ne mancano 27 all’età minima pensionabile, sai quanto reddito non potrai più portare a casa?

In pratica…

Come la mettiamo con quei 34.000 €uro x 27 anni (918.000 €!!!) che di colpo non puoi più portare a casa? E il mutuo? E il figlio?

Per carità, questo è un esempio, e con numeri presi a caso. Però credimi che spesso la realtà non è molto lontana dall’esempio che abbiamo appena visto.

 

Oltretutto non abbiamo parlato di tutta un’altra serie di rischi che possono lasciarti senza la capacità di produrre reddito, o che magari possono disintegrare la sicurezza economica di chiunque per cause legate alla responsabilità civile o alla perdita di beni. 

 

Insomma, quando si prendono in considerazione le polizze assicurative è ormai diventato assolutamente necessario fare una valutazione a tutto tondo della propria situazione familiare, lavorativa, patrimoniale e finanziaria, attraverso una consulenza assicurativa completa.

 

I rischi ci sono, e sono pure tanti, e i fatti purtroppo accadono… perciò l’unica cosa è imparare a conviverci.

 

Prima di salutarti ti invito a visitare la nostra pagina sulla consulenza assicurativa e se lo vorrai, a fissare il tuo appuntamento (anche online se non puoi venire in agenzia a Cecina) per capire bene di cosa si tratta e che cosa puoi fare per garantirti fin da adesso una maggiore sicurezza economica.

 

⇒ Trovi tutto qui 

A presto

Marco

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