La cultura assicurativa degli italiani è insufficiente? Cosa manca davvero?

La cultura assicurativa degli italiani e il bisogno di consulenza assicurativa indipendente - Il Blog di Gruppo Fides - Marco Gamannossi
Home » Assicurazioni » La cultura assicurativa degli italiani è insufficiente? Cosa manca davvero?

Condividi il post!

In questo articolo:

Italiani bocciati in conoscenza assicurativa: quali comportamenti adottare?

Lo scorso 20 maggio 2021 l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni (IVASS) ha pubblicato l’Indagine sulle Conoscenze e i Comportamenti Assicurativi degli Italiani.

La ricerca è stata commissionata all’Università degli Studi di Milano-Bicocca e Doxa, ed è stata finanziata dal Ministero dello Sviluppo Economico, nell’ambito della Strategia Nazionale per l’educazione finanziaria, assicurativa e previdenziale.

Se ti interessa, il video della presentazione dell’indagine… lo trovi qui.

In questo articolo non voglio fare una disamina pura e semplice dei numeri (online trovi articoli su articoli oltre al video di cui ti ho appena detto): mi interessa invece fare una riflessione sui comportamenti che, alla luce dei risultati della ricerca sulla cultura assicurativa, è possibile adottare per migliorare la gestione di quei rischi micidiali che tutti noi, la nostra famiglia, azienda, attività, etc… corriamo quotidianamente.

Giusto per completezza di informazione, ecco com’è stata condotta la ricerca:

  • 2.053 intervistati.
  • 54 domande raggruppate in 5 aree.
  • Conoscenza assicurativa
    fiducia verso compagnie e intermediari.
  • Avversione al rischio.
  • Logica assicurativa.
  • Efficacia della comunicazione.

 

Per ogni sezione di domande sono stati attribuiti punteggi da 0 a 100 (è stato elaborato un Indice generale di assicurazione).
La sufficienza è attribuita con un punteggio pari a 60/100
Le interviste sono state condotte faccia a faccia, evidentemente nel rispetto delle regole imposte dall’attuale contesto pandemico.

Il punteggio generale sulla cultura assicurativa degli italiani (indice generale di assicurazione) è stato di 54/100, e 5 sono stati gli indici sintetici di punteggio.

Conoscenza Assicurativa

(Conoscenza assicurativa, punteggio 30,4 come media tra: conoscenza dei termini di base 40,6, e conoscenza dei prodotti assicurativi 20,1).

La conoscenza assicurativa, la cultura assicurativa degli italiani è quindi insufficiente, sia quella di base, che è stata indagata chiedendo la definizione corretta dei concetti di Premio, Franchigia e Massimale, sia quella sui prodotti assicurativi. Dai risultati emerge che chi risponde correttamente e congiuntamente alle domande sui tre concetti è appena del 13,9%, anche se il 60% degli intervistati dichiara di saperlo.

Stessa cosa vale anche per i prodotti assicurativi e, a seconda del tipo di polizza, questo “eccesso di confidenza” (…“overconfidence”) varia anche di molto, col risultato che quasi il 69% dichiara di non aver bisogno di un consulente.

Quindi, il primo aspetto è l’eccesso di confidenza: mi sembra di vedere la classica scena del paziente che va dal medico e inizia a farsi una diagnosi da solo.

Ora, è pur vero che viviamo nell’era dell’informazione, ma allo stesso tempo c’è una grande sovrainformazione, peraltro non sempre di qualità, e questo nella testa di tutti noi genera un bel casino: ci sentiamo pronti, preparati, edotti su tutto, quando invece non è possibile sapere tutto su ogni aspetto della vita che ci circonda.

Ti faccio un esempio… ho avuto spesso a che fare con persone che non si volevano assicurare sulle gravi invalidità da malattia e infortuni. Dicevano di sapere tutto, di essere tutelate dallo Stato o dalla propria Cassa Previdenziale e quindi, di essere a posto.

Poi ti soffermi a spiegare i meccanismi di liquidazione delle pensioni di invalidità e inabilità, le metti a confronto con ciò che le persone (ognuno nella propria situazione) hanno da perdere o da sacrificare (famiglia, beni, lavoro…) ed ecco che magicamente le assicurazioni diventano utili…. anzi… indispensabili!

Fiducia verso le assicurazioni.

(Fiducia, punteggio 59,5).

La fiducia, come elemento (non l’unico) che influenza le scelte assicurative delle persone, diminuisce all’aumentare della scolarizzazione e nei grandi centri urbani, mentre è più elevata negli over 65.

Ora, su questo ne potrei scrivere per pagine, ma andrei sul personale, e non mi sembra utile per te che stai leggendo… dico solo che probabilmente tanti comportamenti poco professionali (tanto per usare un eufemismo) di aziende ed intermediari hanno portato nel tempo clienti e non addetti ai lavori ad allontanarsi.

In questo senso penso sia sfidante, attraverso della buona informazione, portare prima di tutto cultura assicurativa e un servizio di consulenza vera e di qualità; poi, ma solo dopo la consulenza, ottimi prodotti assicurativi, utili e senza trappole.

A proposito della consulenza assicurativa ti invito a leggere anche l’articolo “Qual’è il vero ruolo dell’assicuratore?”

Avversione al Rischio e Logica Assicurativa

(Punteggi: avversione al rischio 60,2 e logica assicurativa 63).

Questi due indici li metto insieme, perché mi interessa riflettere sulla personalizzazione dell’offerta assicurativa.
Mi spiego meglio…

L’avversione al rischio è appena sufficiente, e come sempre più elevata man mano che si alza il livello dell’istruzione; il paradosso è che pur avendo un alto numero di intervistati (76,7%) sensibile ai rischi legati alla salute e alle malattie future, solo il 10% dichiara di aver acquistato una polizza malattia e il 20% la polizza infortuni.

La logica assicurativa è definita come “capacità di individuare i corretti collegamenti logici tra concetti in ambito assicurativo”. La sufficienza porterebbe a pensare che se una persona venisse informata a dovere almeno sulla logica di base, sarebbe in grado di prendere decisioni logiche corrette circa la composizione di un proprio piano di protezione personale. Oltretutto oltre il 65% degli intervistati dichiara di avere una buona propensione a valutare più proposte diverse prima di scegliere quale polizza assicurativa sottoscrivere.

Anche in questo caso però, per aumentare la qualità del lavoro, si torna un po’ a quanto detto in precedenza: il problema non è la cultura assicurativa media del singolo, ma l’approccio di tanti addetti ai lavori, spesso poco orientato alla consulenza.

Ti faccio una domanda.

Ti è mai capitato di recarti in un’agenzia di assicurazioni, ad esempio per rinnovare la tua polizza RC Auto, e nel mentre ti hanno proposto anche altre coperture?
Magari in un momento in cui non eri pronto ad affrontare l’argomento?

Magari non avevi ancora sufficienti informazioni e quindi il preventivo è rimasto a prendere polvere su uno scaffale di casa?

Se ti è successo, non c’è niente di male, ognuno di noi ha la propria situazione, il proprio schema decisionale e il proprio processo di acquisto.

La cosa importante è che se nessuno prima di farti una proposta si prende la briga di conoscere effettivamente gli aspetti principali della tua vita, la tua posizione lavorativa, reddituale, patrimoniale, previdenziale, familiare, etc… non ti lascia le giuste informazioni, giuste per te intendo, è chiaro che sarà impossibile valutare bene la tua avversione al rischio, o aiutarti a prendere decisioni veramente logiche, oltre che di buon senso e con responsabilità.

Efficacia della comunicazione assicurativa

(Efficacia della comunicazione assicurativa, punteggio 56,3)

Di questo ultimo indice che vuoi che ti dica… il problema è che l’“assicuratese” è una brutta gatta da pelare!
Tant’è che la scarsa comprensibilità risulta tra le principali cause di mancata sottoscrizione delle polizze (50%), subito dopo il costo (67,5%).
Questo per parlare di contratti, materiale precontrattuale e documentazione tecnica in generale. Se poi andiamo a vedere la comunicazione in senso più allargato la cosa non migliora: hai mai acquistato una qualsiasi polizza di assicurazione dopo aver visto pubblicità in televisione o dopo aver letto una brochure?… ecco, appunto.

Alla fine di tutto questo sono più che convinto che prima di proporre qualsiasi copertura assicurativa (eccetto casi particolari) sia corretto e doveroso proporre una consulenza, una diagnosi dei rischi, e adottare metodi e strumenti di lavoro che rendano chiaro e assolutamente personalizzato ciò che una persona può acquistare per mettersi al riparo dai rischi devastanti che la vita ci presenta.

Che ne pensi? ti piacerebbe accedere ad un vero servizio di consulenza assicurativa personalizzato, fatto su misura con strumenti appositi, certificato contro le truffe, e attraverso un metodo collaudato?

Prima di salutarti, se non lo hai già fatto, ti invito a scaricare il mio ebook: ti prometto che ti potrà aiutare a farti un quadro più preciso dei rischi a cui potresti essere esposto e di ciò che intendo per consulenza utile e personalizzata.

Lo trovi qui Assicurazioni? No Grazie! (…tanto a me non succede!).

A presto!

Marco

- Gli articoli più letti-

Tutela Legale Assicurativa e Omicidio Stradale - Il Blog di Gruppo Fides Cecina - Marco Gamannossi

Tutela Legale in caso di lesioni stradali gravi e gravissime.

Sono ormai molti anni che entrata in vigore la legge n.41/2016 sull’omicidio stradale e lesioni personali stradali, nata inizialmente per punire più severamente i pirati della strada.
Il rischio di incorrere in una azione penale non riguarda solo coloro che non sono in regola: basta essere coinvolti in un incidente con feriti gravi!

Hai scaricato il nostro
e-book sulle assicurazioni?

Se vuoi districarti nel complicato mondo delle assicurazioni private, senza farti appioppare polizze inutili e costruire un vero piano per la tua sicurezza economica devi iniziare proprio da qui!

Assicurazioni no grazie tanto a me non succede-Marco Gamannossi - Gruppo Fides-NFondo